Connect
Per chi vuole conoscere il mio pensiero qui una mia intervista : https://youtu.be/w7Td2mMQkbQ
Silvia Alfieri: Buonasera Dottoressa, potrei contattarLa? avrei davvero bisogno del Suo aiuto...grazie
Giovanni La Marca: salve dottoressa, dopo due anni la riscrivo, legga i mesaggi privati appena può
Maria Pichi: Già letti Giovanni. E le ho anche risposto.
pomodoro: Salve, come funziona questo servizio?
Maria Pichi: Salve, Pomodoro. Qui ci sono molti psicologi e molti psicoterapeuti a cui ci si può rivolgere per chiedere un parere professionale. Il servizio è gratuito. Personalmente, rispondo privatamente a tutti coloro che privatamente mi scrivono perché non ho molto tempo per essere fisicamente presente in questa chat. L'unica cosa che chiedo è che la persona si presenti così come farebbe se ci incontrassimo di persona.
Rachele Inzerillo: Salve, vorrei discutere di autismo ma non so bene se mi sono rivolta alla persona corretta, potrebbe aiutarmi per favore?
Maria Pichi: Non mi occupo di autismo. Sono certa che ci siano colleghi con più esperienza di me su questo tema specifico.
vittoriavittoria: ma scusi se non ci sono obblighi, perche uno non può rispettare se stesso e se insicuro o per mille motivi, astenersi da una foto ma avere cmq bisogno di un confronto, consiglio ecc? Non mi pare da psicologa un bel modo di fare. Lei mica deve spartire nulla di più di un dialogo, e preferirebbe essere presa in giro da una foto finta, laddove lo scambio sarebbe cmq falsato, invece di essere libero e corretto senza forzature? Mah Mah mah
Maria Pichi: In un tempo nel quale quasi tutti utilizzano facebook postando foto, commenti ecc. non mi pare che chiedere di non rimanere anonimi sia un "non rispettare" l'altro. Al contrario. Il punto forse è che, nel mio ruolo di psicoterapeuta, io "spartisco" qualcosa di più di un dialogo che, detto come lo ha detto lei, fa pensare più ad una chiacchiera da bar che ad un colloquio psicologico. Infine, concludo ricordandole che qui ci sono tanti professionisti e che quindi io non sono l'unica risorsa disponibile.
nina rossi: Dopo che una Psicoterapeuta che ama e crede nella sua professione così tanto da offrirsi di dare un aiuto del tutto disinteressato a chi si trova in un momento di difficoltà, trovo assolutamente assurdo e poco rispettoso che debba venire criticata per una piccola richiesta , tralaltro più che legittima e comprensibile.
Vi annuncio un interessante convegno:
8 febbraio 2014 A ROMA :

SEPARAZIONI, PERDITE E LUTTI NELLA VITA QUOTIDIANA E IN PSICOTERAPIA

Sala Convegni della Bonus Pastor (Via Aurelia, 208 - 00165 Roma)
Inizio ore 9
La partecipazione è gratuita ma si consiglia di inviare, per questioni organizzative e di capienza della sala convegni, una mail di prenotazione a: segreteria.formazione@email.it

Se vi interessa il programma dettagliato chiedetemelo e ve lo invierò per e-mail.
Buon Natale a te, Adriano, e a tutti i colleghi. E un affettuoso Buon Natale anche a tutti coloro che mi hanno aggiunto come amica.
francesca80: Buon natale anche a lei. .
I watched: yt:J8vVY6Z0Kzo
saraf: Che testo straordinario...
veronica: Bella!!
cla67: Io sto morendo lentamente
Maria Pichi: c'è sempre qualcuno che può aiutarci ... basta avere il coraggio di chiedere.
I watched:
giovanna1986: Nn la conoscevo .mi sono rivista in tante frasi...e ascoltare con una semplice poesia i dolori ke si hanno dentro mi mette ancora più tristezza perché mi accorgo di nn fare nulla per cambiare la mia vita
Abitare non è conoscere, è sentirsi a casa, ospitati da uno spazio che non ci ignora, tra cose che dicono il nostro vissuto, tra volti che non c'è bisogno di riconoscere perché nel loro sguardo ci sono le tracce dell'ultimo congedo. Abitare è sapere dove deporre l'abito, dove sedere alla mensa, dove incontrare l'altro, dove dire è u-dire, rispondere è cor-rispondere. Abitare è trasfigurare le cose, è caricarle di sensi che trascendono la loro pura oggettività, è sottrarle all'anonimia che le trattiene nella loro "inseità", per restituirle ai nostri gesti "abituali" che consentono al nostro corpo di sentirsi tra le "sue cose", presso di sé. (da "Psichiatria e fenomenologia" di Umberto Galimberti)